Mi dispiace doverlo ammettere ma le donne sono più studiose degli uomini!

È il BEoC2018 (osservatorio permanente promosso da Cesop HR Consulting Company) che ci offre per l’ennesimo anno i dati che permettono di asserirlo.

L’osservatorio mostra come non sono solamente più donne a laurearsi ma questo dato viene accompagnato da una media voto più alta con un’età di laurea inferiore.

Il dato sul voto è quello che interessa maggiormente e che conferma quello che anche negli anni passati saltava agli occhi.

Le donne si laureano con una media di 104/110 mentre gli uomini si attestano solamente ad una media di 101/110.

Si potrebbe ritenere che ad incidere sono le discipline che i due sessi prediligono. Infatti, mentre gli uomini concentrano i loro interessi sulle materie tecnico-scientifiche, le donne mirano a laurearsi maggiormente in materie umanistico-giuridiche ed economico statistiche.

Invece, approfondendo lo studio, si nota che in tutte le aree disciplinari le donne ottengono migliori prestazioni. Infatti, considerando solamente i neolaureati in materie tecnico-scientifiche, la media tra i due sessi rimane invariata. Le donne laureate in materie tecnico-scientifiche riportano una media di voto di 103/110 mentre gli uomini una media di voto di 101/110.

Suddividendo il voto in classi e considerando i voti fino a 105 bassi mentre quelli da 105 a 110 e lode alti, si ottiene una distribuzione che mostra quanto in ogni disciplina le donne ottengono performance nettamente superiori.

Come asserito all’inizio, a questo viene aggiunto anche il laurearsi più velocemente. Le donne si laureano ad un’età media di 26 anni mentre gli uomini mediamente a 27. Il dato si conferma, poi, anche se consideriamo solamente i laureati in materie tecnico-scientifiche.

Che dire?

Le donne in Italia sono più studiose degli uomini e mentre le aree disciplinari di loro interesse motivano una minore permeabilità del mercato del lavoro (si laureano principalmente in materie umanistico-giuridiche), il voto e la velocità nel terminare il percorso di studi raccontano che una minore occupazione e, soprattutto, un reddito inferiore ai loro colleghi di sesso maschile, a parità di titolo di studio, non ha nessun tipo di giustificazione.

Occorre riconoscere che le aziende cominciano a considerare questi dati e per questo si stanno concentrando maggiormente sulla selezione e il reclutamento delle neolaureate. Ma come fare per ottimizzare gli investimenti selezionando e attraendo le migliori?

Anche in questo caso è il BEoC che ci viene in aiuto con una descrizione puntigliosa di quali siano i migliori driver di comunicazione sui quali puntare per entrare in contatto con le eccellenze di sesso femminile. Non solo questo ma molto altro si ottiene con i risultati del BEoC, il più longevo osservatorio di Employer Branding in Italia (dal 2002 ad oggi ogni anno Cesop ha monitorato i neolaureati italiani descrivendone sogni, paure e speranze), in grado di contribuire ottimamente alla creazione di una coerente ed efficace EVP.

Per approfondimenti sulla metodologia:
“Guida pratica all’Employer Branding” edito FrancoAngeli

Guseppe Caliccia

Direttore scientifico divisione Employer Branding, Cesop HR Consulting Company

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