Il Governo è al lavoro per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda per la Crescita varata nella prima riunione al rientro dalla pausa estiva.

I giovani che accedono al percorso triennale di dottorato sono in media 12mila ogni anno. Solo una piccola percentuale di loro (uno su quattro) proseguirà con una carriera accademica. E gli altri?

“Uno spreco enorme – lo ha definito sul Sole 24 Ore Claudio Gentili, direttore Education di Confindustria – soprattutto se si considera la necessità di innovazione e competitività delle nostre imprese”.

Allora è fondamentale risolvere il problema individuando percorsi extra-accademici che possano essere anche nuove opportunità di lavoro per i giovani ricercatori.

Due quindi gli obiettivi che si pone il Governo

·         Favorire le applicazioni industriali dei dottorati e

·         potenziare il numero dei ricercatori nelle aziende.

Sono stati definiti dottorati industriali, ma il nome non deve far pensare a un percorso di minor profilo scientifico.

Al contrario, se si diffondessero capillarmente nel nostro tessuto industriale essi rappresenterebbero un volano per la crescita e una risposta concreta al desiderio di formazione superiore di molti giovani.

I dottorati di ricerca in azienda avrebbero inoltre il pregio di creare una collaborazione stabile e proficua tra attività di formazione e ricerca, da un lato, e sviluppo tecnologico e industriale, dall’altro.

Il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Francesco Profumo si è posto l’obiettivo dell’approvazione del provvedimento entro fine anno in modo da renderlo operativo dal 2013.

Il dottorato nell’industria, così come è stato pensato, può riguardare sia i dipendenti delle imprese che coloro che sono entrati grazie all’avvio del dottorato, anche con un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

L’attività in cui sono coinvolti i dottorandi è a tempo parziale per 4 anni, ma si applicheranno le stesse disposizioni di selezione previste per il dottorato a tempo pieno, ossia attraverso l’apertura di un bando pubblico e la valutazione dei cv e del progetto di ricerca.

Raffaella Giuri

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